La mia famiglia è qui, in questa casa.

Ieri una persona mi ha fatto una domanda: “ Tu hai sempre vissuto dove vivi? Non cambieresti casa?”.

All’inizio, una risposta breve e indolore.

Poi però, il giorno dopo, quando ti ritrovi in una mattina d’autunno nel tuo giardino con uno splendido cielo azzurro che ti guarda e un fantastico sole che ti riscalda mentre stai stendendo i panni puliti, non puoi che non pensarci, a quella semplice domanda.

La risposta di ieri è stato un sonoro no, un ovviamente no.

Amo il mio villaggio, amo il paese e il modo di vivere questa piccola isola felice.

Solo un sogno potrebbe portarmi via da qui, solo un casale in cui iniziare una nuova vita ( ma questa è un’altra storia..).

Poi in realtà, soffermandomi, ho capito che non sarei in grado di muovermi da questo lembo di terra, confinato dalla campagna pura, dalla famiglia e dai rapporti che ormai esistono, da sempre.

Ho capito che avrei delle difficoltà enormi a lasciare queste mura che mi hanno vista nascere, crescere, piangere e ricominciare.

Queste mura che hanno visto due ragazzi diventare famiglia, rimboccarsi le maniche e continuare.

Prima ancora hanno visto il sacrificio di papà, prima ancora erano casa dei nonni e il crescere di altre generazioni, ora storie bellissime che mi vengono da sempre raccontate.

Avrei difficoltà a lasciare questa casa sistemata da un Lino ragazzotto, con l’idea di chissà quale futuro, resa poi bella dal giardino della mamma, dai suoi alberi, le aiuole e i fiori che sono rimasti, nonostante tutto.

A loro, che insieme hanno fatto di queste mura un nido dal quale partire.

Di questo nido, io sono frutto.

E mi sento esattamente figlia dei miei genitori e dei loro.

Mi sento esattamente semplice e sedimentaria come la famiglia di papà. Nata, cresciuta e portata avanti sempre nello stesso posto di sempre.

Mi sento iperattiva e in continuo movimento come la famiglia di mamma, a cambiare mille casa, mille paesi, mille lavori e non fermarsi mai.

Mi sento esattamente figlia di quella dolcezza scritta sul viso del mio papà e quella voglia di vivere e di rompere della mia mamma segno del mondo.

Ecco, io sono il frutto del loro amore.

E qui, lo sento più che mai.

Ora che loro mi guardano da quel cielo azzurro.

Ora che ho un fratello che mi guarda sempre le spalle.

Ora che ho un amore al mio fianco.

Ora che ho un’amica a due passi ( due ) da me.

Ora che ho un’altra amica a due mari lontani da me, con la voglia di essere migliore.

Ora che ho una vita diversa.

Ora che di questa casa che ha ospitato famiglia in famiglia, ora ospita me.

Non so se riuscirei a lasciare questo giardino di memorie e di ricordi a qualcun’ altro.

Non so se riuscirei a permettere che tutto ciò che è stato coltivato qui, faccia fiorire i propri frutti altrove.

Non so se riuscirei a lasciare queste pareti da cui prendo solo amore.

“ Non cambieresti casa? “

Cambierei vita cambiando casa, e ora mi piace la mia vita qui, con la famiglia che trovo nella terra, nel cielo e nel cuore.

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