La domenica degli anni 90.

Avevo le treccine con i fiocchi, allora. Sceglievi con cura il vestito, mi aiutavi a metterlo e cercavi sempre di pettinarmi come avrebbe fatto una mamma e non un mammo, quale eri. Ci mettevi del tuo. Mi davi la monetina, mi prendevi per mano e ci incamminavamo verso la Chiesa. Mi accompagnavi fin davanti, insieme agli altri bimbi, ma altre volte mi lasciavi la mano molto prima, aiutandomi a continuare il mio percorso da sola, lasciandomi la possibilità di scegliere se farcela o meno. Eri sempre lì, alle mie spalle. Mi tenevi d’occhio con una certa tranquillità e fiducia. Poi a casa, la tavola apparecchiata a festa ogni domenica. Si pranzava in salotto e, finalmente, tutti e tre nello stesso momento alla stessa tavola. Mi chiamavi all’ordine alle 12.00 quando in televisione Papa Giovanni Paolo II, che per me è stato un po’ il nonno che non ho mai avuto, dava la Benedizione. E io mi chiedevo – ma perchè ancora devo pregare? Son appena tornata da Messa.. – e tu mi insegnavi in modo semplice, che quel segno era l’augurio di una buona settimana a tutte le famiglie e dovevamo celebrare quel momento. Poi arrivavi col piattone, mi crescevi a buon cibo fin dall’epoca. Mi ricordo i miei lamenti sulla pancetta, era troppo croccante per me e troppo numerosa in quell’immensa carbonara per una piccola bimba. Mi ricordo, quando non si guardava il telegiornale con le brutte notizie, ma solo nuovi posti, nuovi piatti, nuovi animali. Mi facevi vedere la Bellezza del mondo attraverso i tuoi grandi occhi. E io mi chiedevo – perchè?

Poi passano gli anni, cambia la Vita.

Mi ritrovo la Domenica, dopo Messa.

A pranzo son sola e mi manca quella carbonara.

Però riguardo quelle immagini, perchè è quel che mi interessa.

E mi rendo conto, che tutto quello che io notavo, ora è la mia Vita.

Tutta la Bellezza del Mondo che tu vedevi con i tuoi occhi, ora è quella che pulsa nelle mie vene.

E capisco il senso di Famiglia.

E ci sei, come allora, mi hai lasciato la mano e rimani alle mie spalle, tenendomi d’occhio con tranquillità e fiducia, aiutandomi a continuare il mio percorso da sola, lasciandomi la possibilità di scegliere se farcela o meno.

Grazie Papà.

Quiche cavolfiore e pancetta.

QUICHE CAVOLFIORE & SALSICCIA

1 rotolo di pasta briseè

1 salsiccia piccola

1/2 cavolfiore

200gr. formaggio fresco

1 uovo

formaggio grattugiato

sale, pepe, noce moscata

Quando ho voglia di torta salata utilizzo solo la pasta briseè, le conferisce un altro sapore, meno ‘unto’ e più consistente. Ho ridotto a cimette il cavolfiore e bollito, poi tritato grossolanamente a coltello. Nel frattempo ho sviscerato la salsiccia dal suo budello e fatta a pezzi con le mani, rosolata velocemente in padella senza altri grassi. Ho mescolato il formaggio con l’uovo e il formaggio grattugiato fino a renderlo a crema, vi ho unito il cavolfiore e regolato di sale, pepe e noce moscata (con questa verdura ci sta molto bene). Messo nel guscio di pasta briseè precedentemente bucherellata e infornato (a forno già caldo) a 180°C per circa 30′. Gustosissimama!

Quiche cavolfiore e pancetta.

Quiche cavolfiore e pancetta..

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