Il mio Amico più grande.

Era una mattina fredda. Dicembre era appena iniziato, domenica. Silenzio quieto, un timido sole che acceca e scioglie le goccioline di rugiada che ha trasformato l’erba in capelli d’angeli. Cammini e ti lamenti per le scarpe che indossi che ti hanno fatto venire quella maledetta vescica. Poi alzi gli occhi, ti fermi giusto quei pochi secondi per vedere quel pezzo di quadro che hai di fronte. E’ la tua piccola gioia giornaliera, cui ne seguiranno altre.
Mi capita spesso, ultimamente, di rimanere imbambolata di fronte a scorci che fanno di me un’anima che vola più in alto nel cielo. Mi fisso, mi perdo e volo. Vorrei fermarmi subito in quell’istante, racchiudere quell’immagine nei miei occhi, buttare giù due righe condite con la musica che ho in testa, ma non sempre riesco. Mi ritrovo così, giorni dopo, a concentrare tutto ciò che ho visto e sentito, tante da sentirmi piena, di quelle ‘cose lì‘, tanto che le devo buttare fuori e condividerle.
Ero piccolina, con un vestitino di jeans, polo bianca con colletto a cuore e due treccine concluse in due fiocchi di raso bianco, giustamente intonate. Cantavo nel coretto della chiesa, all’epoca, quando ancora avevo una voce bianca e angelica, non odiosa come quella che mi ritrovo ora. Ero circondata da persone più alte di me di un tot, tutti mi facevano una carezza, un patpat sulla testa e io mi vergognavo, facendo vedere al mondo le mie due fossette rosse, in un sorriso imbarazzato ma tanto grande da prendere il mondo.
Ci guardavo oggi, in quella direzione. In quelle sedie, ora occupate da altri bambini.

Ci pensavo oggi, in quella direzione. Quella che ti insegnano a rispettare ed apprezzare come l’Amico più Amico di tutti.

Sono cresciuta in oratorio, sono cresciuta tenendo il conto delle palline del rosario alla sera tra le mani della mia nonna, nodose ma tanto forti. Sono cresciuta con il vespero delle 3 della domenica pomeriggio, quando ero alta da raggiungere solo il gambaletto delle signore che mi circondavano. Poi gli anni passano, passano gli amichetti, passano le idee e crescono i valori. E io sono ancora qui.
E’ strano capire che è Tutto ciò che mi tiene più legata a questo posto.

E’ strano capire che, Lui è davvero il mio migliore Amico.

Tante volte ho cercato di raggiungerLo e farLo conoscere alle persone che mi circondano, ma alla fine è proprio vero. La Fede è personale. La Fede è quella cosa lì che non riesci, non vuoi o non puoi spiegare. La Fede è solo questione di Amicizia, la senti, la percepisci, ma non la sai definire.
Io continuo sempre con Lui, per mano con me ed è la mia certezza. Mi fanno arrabbiare tante volte certi discorsi che sento in giro, non per il pensiero diverso dal mio, ma per la mancanza di rispetto. Non mi stupisco poi di sapere che le stesse persone hanno il medesimo comportamento in famiglia, con gli amici, nella propria vita.

Non mi lamento allora, e anzi, professo tutto ciò che sono.

Io e Lui.

Lui che c’è sempre, anche nei momenti più piccoli del buio.
Lui che c’è sempre, a donarmi un pizzico di forza per farmi capire che devo andare avanti, da sola.
Lui che c’è sempre, a ringraziarmi e ad allungarmi la mano ogni domenica.
Lui che c’è sempre, racchiuso nelle domande che i bambini mi fanno a catechismo.
Lui che c’è sempre, in ogni bellezza che mi circonda; è quel timido sole, è quella rugiada, è quella luce prima mi acceca poi mi illumina.
Lui che c’è sempre, mi abbraccia forte e mi racchiude nel cuore insieme ad altri.
Lui che c’è sempre, mi guarda alzarmi quando cado.
Lui che c’è sempre, mi indica sempre la direzione giusta.

Io non voglio, non devo, convincere nessuno. Volevo solo rendere nota la mia più grande Gioia, la più grande Amicizia che io abbia mai avuto. La Mia Amicizia è solo questione di Fiducia, di Amore, di Luce. Io mi butto in ogni cosa perchè so che c’è lui pronto a donarmi sempre il sorriso, anche quando non lo trovo.

Il mio Amico Gesù, è con Me.

Ritorno seduta su quelle panche, ritorno all’impegno che ho con me stessa la domenica mattina, ritorno alle domande dei miei bambini. Ritorno a quelli che cantano nel coro, ritorno a quelli che fanno i chierichetti, ritorno a quelli che portano le ampolline vacillanti. Mi ritrovo, in loro, qualche anno fa. E penso, chissà come sarà la loro vita. Chissà se si ritroveranno come me, qui, in un pomeriggio, a ripensare alla propria crescita, fisica e spirituale.
Chissà se anche loro hanno avuto una nonna con le mani nodose, rosari da recitare, gambaletti e canti, treccine e Luce, tante belle cose che, senza bisogno di altro, indichi loro la vera Luce.

E con Lui, camminare, Mano per Mano, a scoprire la Vita, meravigliosa, perchè c’è Lui con Te.

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