Allontanarsi è conoscersi.

 
Correre, anche se solo una paio di volte l’anno, in mezzo ai miei campi. Il caffè, l’acqua fresca e i croissant al cioccolato dell’aeroporto di Parigi. I jeans stretti alla caviglia, i colletti da bimbetta e le converse. La mia macchina di nome Pepe e l’elefantino che la caratterizza. Il cinema che mi fa addormentare, ma anche sognare. Javier Bardem, Robert Dw.Junior e Jeffrey Dean Morgan, mi fanno impazzire, tutti e tre. Gli aggeggi da cucina, le foto di cucina, i libri di cucina, le tavole ben apparecchiate e il vino, rosso. Il mio Villaggio tra letame e grano, Barcellona tutto l’anno. E Firenze. E Parigi. E Londra. E Amsterdam. E tutte le città che ancora non ho visto. La neve che cade, i tramonti rosa all’orizzonte mentre guido. Lo spritz d’estate, o meglio una birra ghiacciata con la pelle profumata di sole. La ricerca dell’impasto da frolla perfetta. Gnocchi di patate fatti in casa con ragù, della mia nonna. Le carote grattugiate con olio e limone, della mia nonna. L’estate, la spiaggia, la focaccia avvolta nella carta di giornale. La Toscana e tutti i poeti che vi sono nati. Le vecchie foto di famiglia da sfogliare come arte preziosa, la macchina fotografica della mia mamma, custodita nella sua custodia nera nel mio cassetto. Le scarpe col tacco, quelle che non metto mai. Il pane fresco. Le briciole di torta all’angolo della bocca. Il sale del mare, le fragole e la parmantier con i crostini di pane casereccio. I caminetti, i mercati della frutta, la fotografia. Qualcosa di vintage, il legno. Servizi da tavola scompaiati. L’odore dell’erba appena tagliata, l’uomo con la barbetta incolta, il mio uomo. Gli occhiali da sole extra-large per nascondere le mie guanciotte. Calzettoni di lana, Eddie Vedder, Tracy Chapman, le musiche spagnole, a caso, che sanno così tanto di ‘strada’. L’arancione. Francesco Guccini. I tatuaggi, come significati. Gli accenti, i dettagli. Gli abiti da sposa sognati. I parchi londinesi. I mondiali di calcio, Roberto Baggio di quando portavo due treccine con i fiocchi. Il cappuccino, quello vero, quello perfetto che trattiene lo zucchero.
Innamorarmi, delle cose, dei luoghi e delle persone.
Incrociare sorrisi per strada.
Imparare a perdonarmi.
Imparare a conoscermi.
Sentirmi.
Amare.
L’Amore.
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Una risposta a “Allontanarsi è conoscersi.

  1. Amare , imparare a perdonarsi e mille altre cose che affolano le nostre vite e poi guardi fuori dalla finestra ed è sempre come fosse il giorno prima .Vivi e mille nuove città possano passare sotto i tuoi piedi e donarti sempre la voglia di casa .un abbraccio caro

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